Vado contro corrente non perché mi piaccia farlo a prescindere bensì perché vedo ripetersi lo stesso schema che ha portato alla vittoria di Donald Trump negli USA.
Non a caso proprio Donald Trump è tra coloro che sono intervenuti a sostegno di Marine Le Pen e contro la magistratura.
Lui, lo sappiamo, è stato alle prese con vari procedimenti e ne è uscito più forte di prima a livello di consenso elettorale.
Se poi aggiungiamo la sceneggiata dei tentati attentati seriali che lo hanno posto sul piedistallo come accadde all’allora presidente Ronald Regan, anche lui scampato “miracolosamente” all’attacco di un folle, abbiamo una doppia spinta.
Infine c’è stata la candidatura di Kamala Harris, arrivata a sostituire quel Joe Biden che fino al giorno prima era sanissimo e quindi abile e arruolabile per un secondo mandato e il giorno dopo è diventato un vecchio rincoglionito da buttare via.
Quando il Partito Democratico ha scelto Kamala Harris ho pensato (e l’ho scritto) che volessero far stravincere Trump. E’ andata proprio così (e siccome be becco una ogni cento me la tiro un po’).
La condanna di Marine Le Pen sembra seguire alla perfezione il canovaccio tattico dei globalisti europeisti che hanno eliminato per via giudiziaria lo sgradito Georgescu.
Ci hanno provato, e ci sono riusciti con magheggi col voto dall’estero in Moldavia ed è andata male in Georgia.
Ma qui parliamo di uno dei paesi più importanti d’Europa, quella Francia che non può essere paragonata neanche lontanamente ai paesi dell’Est, pur con tutto il rispetto per questi ultimi.
Marine Le Pen farà ricorso, ma il processo si celebrerà nel 2026.
Le elezioni sono nel 2027 ed è chiaro che le sarà difficile poter partecipare.
Nel frattempo il suo delfino Bardella sta volando nei sondaggi (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/04/01/le-pen-contro-di-me-una-bomba-nucleare.-bardella-in-testa-nei-sondaggi_bb532883-ffba-4c2b-a758-aa2d203143fb.html).
Considerando che Le Pen è già passata da più elezioni nelle quali ha raccolto sconfitte, seppur sappiamo come sia andata l’ultima volta, la mia sensazione è che il sistema stia forzando la mano dei francesi per ottenere la vittoria del Front National nel 2027.
E’ noto come i sinistrorsi ne abbiano combinate di cotte e di crude a loro volta, ma i destrorsi sono quelli che dormono col fucile sotto il cuscino e qualora si volesse davvero andare a far guerra per riorganizzare il mondo come è già stato deciso tutto sarebbe più facile se gestito da coloro che la guerra ce l’hanno nel sangue.
C’è poi la reazione dei politicanti italiani con la signora Giorgina su tutti.
Piace leggere le esternazioni di chi sottolinea come la cricca UE faccia in modo di eliminare i candidati non graditi per via giudiziaria e nel contempo pensare che il governo di Giorgina è in carica ormai da due anni e mezzo.
Certo, si dirà che anche a lei la magistratura ha dato delle noie, ma se volessero davvero eliminarla ci metterebbero due minuti. Sarebbe fin troppo facile trovare un appiglio.
E allora non resta che sottolineare come anche il governo italiano in carica sia tutt’altro che sgradito, ma che sia anzi funzionale al sistema come tutti gli altri, compreso Donald Trump.
Tra l’altro in questi giorni ha parlato il capo di Blackrock Larry Fink che ha inviato una letterina agli investitori (https://www.blackrock.com/corporate/investor-relations/larry-fink-annual-chairmans-letter) per parlare del 2025.
In questa lettera analizza molte questioni e poi si sofferma sulla possibile sostituzione del dollaro, come moneta di riserva mondiale, con Bitcoin.
Su Bitcoin ho una mia idea che so non essere gradita ai più tra coloro che lo identificano come l’ancora di salvezza contro le CBDC ovvero le monete digitali delle banche centrali.
Il fatto è che Satoshi Nakamoto non esiste e dietro quella maschera si cela l’ennesima fregatura che ci rifila il sistema.
Siamo alla stregua di Internet e dei social che ci sono stati messi in mano dagli apparati dell’esercito USA.
So bene che il sistema Bitcoin ha delle caratteristiche, per dirne una la decentralizzazione, che possono apparire come positive, ma la Blockchain è il vero cuore della faccenda ed è quella che, probabilmente aggiornata e potenziata nei prossimi anni, farà da base alla gabbia digitale nella quale ci richiuderanno a breve (laddove per breve si intendono anche decenni).
Ecco quindi che un Larry Fink che parla così apertamente di quello che tutti sanno ma non hanno il coraggio di dire, e cioè che il dollaro è già morto, non può passare inosservato.
Qualcuno sostiene che Fink stia attaccando Trump.
A me pare vero l’esatto opposto.
La consapevolezza del crollo del dollaro, degli USA e dell’intero Occidente porta The Donald e soci a cercare quantomeno di limitare i danni. E sapere che Bitcoin sarà la base della gabbia digitale porta a cercare di anticipare i tempi di impiego come base di riserva mondiale col marchio USA.
Il gioco però non funzionerà perché il centro mondiale è già da tempo a Oriente, a Hong Kong o Singapore poco cambia, ma è chiaro che la Cina comanda.
Il resto sono chiacchiere e teatro per le masse che devono comunque continuare a tifare per i rispettivi eroi di carta pesta mantenendo vivo il formidabile divide-et-impera grazie al quale il potere vero si può perpetuare superando anche questi snodi fondamentali della storia umana.
Detto questo mi sbaglierò in pieno e i cavalieri bianchi destrorsi alla fine avranno la meglio sui cattivoni sinistrorsi globalisti europeisti… e tutti vivremo felici e contenti.